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gigi| 09 mag 2015| 0 comments

Tanti sono i materiali ceramici, ognuno con caratteristiche e destinazione d’uso ben precise: pavimenti interni, pavimenti esterni e rivestimenti richiedono infatti differenti materiali.

La prima grande distinzione è tra piastrelle smaltate e non smaltate.
La smaltatura è uno strato di vetro colorato che consente di creare una vastissima gamma di colori e sfumature.

Le piastrelle da pavimento non smaltate hanno invece un’estetica uniforme in tutto il loro spessore.

Il cotto, ad esempio, noto anche con il nome di cotto rustico, cotto toscano o cotto fiorentino, non viene smaltato (anche se sono state proposte piastrelle in cotto smaltate, totalmente o parzialmente).

Si tratta in genere di piastrelle di grande formato (25×25 cm, 30×30 cm, 20×40 cm, 40 x60 cm) che vengono usate prevalentemente nella pavimentazione di interni, previo trattamenti di impregnazione con sostanze che ne esaltano la tonalità cromatica e la pulibilità.

Altro materiale è il cottoforte, prodotto tipicamente emiliano, le cui piastrelle sono sempre smaltate con smalto non trasparente e servono prevalentemente per pavimentazione d’interni e più raramente, come rivestimento.

La monocottura è invece una tecnologia di produzione nella quale il supporto e lo smalto vengono cotti in contemporanea, con un solo trattamento termico.

Grazie all’ampio intervallo di variabilità dell’assorbimento d’acqua del supporto (da valori vicini allo zero a valori intorno al 15%), essa può comprendere un’ampia gamma di materiali smaltati con caratteristiche fisiche molto diverse.

Il fattore che li accomuna è l’impiego, per la preparazione del supporto, di argille contenenti ossidi di ferro.

La monocottura può essere utilizzata indistintamente sia nei rivestimenti sia nei pavimenti.

Il processo di produzione della piastrella in bicottura prevede invece due fasi: nella prima avviene la cottura del supporto, mentre nella seconda si procede al trattamento termico per fondere lo smalto.

La bicottura è utilizzata esclusivamente per i rivestimenti.

La monocottura e la bicottura possono essere sia di pasta rossa che di pasta chiara e sono destinate quasi esclusivamente al mercato residenziale, per lo più interni.

Le piastrelle in clinker sono prodotti a pasta compatta ampiamente utilizzati soprattutto per pavimenti esterni grazie alle loro peculiari caratteristiche che derivano dalle materie prime utilizzate e dalle tecnologie di lavorazione.

E’ un materiale resistente all’usura, agli agenti atmosferici ed alle sollecitazioni meccaniche.

Mentre nei prodotti ceramici a superficie smaltata è possibile distinguere, in sezione, il supporto, che determina le caratteristiche di resistenza meccanica della piastrella e lo smalto, che ne determina l’aspetto estetico e le caratteristiche di usura, nel grès porcellanato superficie e massa sono invece identiche.

Esso è composto da una miscela di materie prime simili a quelle che vengono impiegate per i sanitari.

L’aggettivo porcellanato, che sottolinea la raffinata eleganza che lo caratterizza, deriva dall’utilizzo del caolino, una argilla bianca che viene utilizzata anche per la produzione di porcellana.

Argille e feldspati pregiati vengono sottoposti a un processo di cottura a temperature estremamente elevate e si trasformano in piastrelle di grès con caratteristiche di antigelività, resistenza agli urti, ai graffi ed agli attacchi chimici.

Il grès porcellanato è quindi estremamente resistente, igienico e dotato di un’estetica elegante grazie alla sua superficie vetrificata che rende la piastrella completamente idrorepellente e con alte caratteristiche di resistenza meccanica.

Questa vetrificazione fa parte della struttura della piastrella che non ha bisogno quindi di essere smaltata.

Destinato prevalentemente alla pavimentazione interna e alla pavimentazione esterna, nell’edilizia pubblica e privata, il grès porcellanato è stato all’inizio diviso in due tipologie: il grès naturale, più comunemente conosciuto come grès tecnico, e il grès smaltato.

Il grès tecnico ha un effetto marmorizzato del tutto simile al marmo naturale senza per questo perdere le caratteristiche tecniche del grès porcellanato.

Il gres porcellanato smaltato permette di scegliere tra una varietà di colori, stili, formati, decori e “texture” riscontrabile solo nella ceramica smaltata.

Così dicasi anche della resistenza alle macchie, il tutto unendovi le prestazioni e la durata del supporto in grès porcellanato.

In più lo smalto facilita le operazioni di pulizia e garantisce la perfetta igiene delle superfici.

gigi| 22 nov 2013| 0 comments

Dopo aver scelto il vostro parquet e dopo averlo installato nella vostra casa vi perderete ad ammirarne qualità e bellezza. E in quanto consumatori responsabili, come siamo un po’ tutti al giorno d’oggi, inizierete a domandarvi e a desiderare di mantenere il vostro pavimento in legno sempre nelle stesse condizioni. Come fare allora a mantenere il parquet come se fosse sempre nuovo?

La pulizia quotidiana del parquet prefinito non è impegnativa, dato che si tratta di un pavimento resistente nel tempo e che non richiede particolari cure. Questo perché un parquet prefinito verniciato ha ricevuto un particolare trattamento di finitura superficiale, che è garanzia assoluta di una notevole durezza e resistenza all’usura e alla sporcizia. Perché il pavimento in legno si mantenga bello nel tempo è sufficiente rimuovere la polvere che si deposita giornalmente e pulire ogni tanto la superficie con un panno umido e ben strizzato. Per inumidire lo straccio, oltre alla semplice acqua, è possibile anche aggiungere qualche goccia di detersivo neutro per pavimenti in legno. Basteranno questi semplici e veloci accorgimenti per avere un parquet igienizzato e che si conserverà nel tempo.

Di tanto in tanto sentirete la necessità di effettuare una manutenzione più importante rispetto alla pulizia ordinaria. E’ sconsigliabile l’utilizzo di prodotti troppo invasivi, che molto spesso hanno l’unico risultato di creare uno strato sopra il pavimento in legno che accentua gli aloni e togliere al legno il suo aspetto naturale. Per rispondere alla necessità di voler ravvivare la vernice è importante impiegare prodotti appropriati, consigliati e venduti direttamente dal punto vendita in cui avete effettuato l’acquisto.

Un aspetto particolarmente delicato riguarda l’utilizzo dell’alcool: può sembrare un innocente metodo per pulire e disinfettare; ma invece è importantissimo fare attenzione alla percentuale di alcool utilizzata perché si rischia di aggredire e rovinare irrimediabilmente la vernice del parquet. Per questo motivo vi consigliamo di utilizzare una concentrazione di alcool minima in modo da evitare qualsiasi tipo di danno.

gigi| 23 lug 2013| 0 comments

Una volta scelta l’essenza e il formato del vostro parquet arriva il momento della posa. Questa è una decisione da prendere prima di ordinare il parquet, dato che il tipo di posa incide anche sulla quantità di parquet da ordinare.

La posa del parquet è una fase delicata ed impegnativa: è sempre raccomandato rivolgersi a personale specializzato. Altrimenti si rischia che il materiale scelto con cura, tra i più pregiati e avanzati sotto il livello della tecnica, venga compromesso da un’installazione non professionale.

Detto questo la posa può essere intesa sotto due aspetti: la geometria di posa e la tipologia di posa. Se il primo è un fattore più estetico, la tipologia di posa dipende dal sottofondo esistente e da vincoli tecnici.

LA GEOMETRIA DI POSA

La geometria di posa è il disegno che si viene a creare grazie all’accostamento dei singoli elementi che vanno a comporre la vostra pavimentazione in legno. I tipi di posa sono davvero diversi, e in teoria potremmo dire che l’unico limite è rappresentato dalla vostra fantasia. L’aspetto finale che andrà a caratterizzare il vostro parquet dipende infatti da molteplici fattori, la dimensione dei moduli di legno, la scelta di mosaici geometrici o non geometrici, e l’inventiva adoperata in fase di accostamento. In generale per gli schemi di posa che seguono l’andamento delle pareti si deve tenere conto di meno scarto (circa 4/5%), per la posa in diagonale conviene ordinare circa il 10% in più di scarto.

Nel momento in cui ordinate il vostro parquet è importante non dimenticare il battiscopa: questipezzi speciali non hanno solamente una funzione estetica ma servono soprattutto per nascondere il vuoto che verrà lasciato in fase di posa che serve per compensare la dilatazione del parquet e gli eventuali giunti di dilatazione.

Le geometrie di posa dipendono dalla conformazione degli elementi lignei: i listoni e in genere le tavole che si caratterizzano per la struttura più allungata si prestano a disposizioni abbastanza uniformi, come ad esempio la posa a cassero regolare, dove troviamo le tavole disposte in modo da formare strisce orizzontali o diagonali, oppure la posa a tolda di nave, caratterizzata invece da un andamento più irregolare.  Tra le geometrie più lineari c’è senza dubbio la spina di pesce: gli elementi hanno dimensioni più contenute e per questo è possibile creare delle forme più complesse, giocando anche sull’accostamento di legni di diverse specie, tonalità, colori.

I TIPI DI POSA

La scelta della tipologia di posa dipende dalla tipologia di ambiente in cui si andrà a posare il nuovo pavimento in legno. Nel caso in cui non ci siano vincoli di spessore la scelta è più ampia e innanzitutto si può scegliere tra posa flottante o incollata. Le principali tecniche per la posa del parquet prefinito sono due: posa flottante e posa incollata.

posa-incollata

 

Solitamente la scelta più diffusa è la posa mediante incollaggio, che prevede una maggiore stabilità dato che le tavole di parquet sono fissate e incollate al pavimento sottostante o al massetto. Si tratta della scelta più consigliabile in termini di tipologia di posa quando è previsto un impianto di riscaldamento a pavimento, perché in questo modo non vengono lasciate camera d’aria tra il massetto e le tavole di parquet cosicchè si evita qualsiasi dispersione di calore.

Infine si può scegliere la posa flottante o galleggiante, che permette di non intaccare il pavimento sottostante. Con questa tipologia di posa le tavole di parquet sono semplicemente appoggiate al sottofondo, le tavole sono fissate stabilmente con un sottile strato di colla che viene applicato in corrispondenza degli incastri. In questo caso va previsto l’inserimento, tra il pavimento e il parquet, di un materassino che può avere diverse funzioni, come per esempio l’insonorizzazione o l’isolamento termico per fare da barriera all’umidità.

Posa-flottante

 

Qualunque sia la tipologia di posa che andrete a scegliere un elemento di fondamentale importanza è il sottofondo: deve essere in ottime condizioni e quindi essere compatto, privo di fessurazioni, stagionato ed asciutto, liscio e pulito. La temperatura del locale non deve essere sotto i 18°/22° e l’umidità deve essere compresa tra il 45% e il 65%.

Abbiamo fatto una breve panoramica in merito alle possibilità di posa, e toccato argomenti tecnici vasti e complessi. Per tutti gli approfondimenti vi invitiamo a contattarci. E, naturalmente, alle prossime puntate di Parise ti consiglia

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